Premio Mattarella a La teoria del giusto: un saggio sull’economia tra etica e responsabilità

Il saggio La teoria del giusto livello ha ricevuto il Premio Mattarella, un riconoscimento che valorizza opere capaci di offrire un contributo critico al dibattito contemporaneo, mettendo in relazione sapere, responsabilità e dimensione civile.
Il volume affronta il tema dell'economia non come semplice sistema tecnico o insieme di regole finanziarie, ma come spazio profondamente intrecciato alle scelte morali, sociali e politiche. L'autore propone una riflessione che supera la tradizionale contrapposizione tra efficienza e giustizia, interrogando il concetto stesso di "giusto" applicato ai meccanismi economici.
Nel saggio, l'economia viene letta come ambito in cui si manifestano concretamente i valori di una società: nelle priorità che stabilisce, nelle disuguaglianze che produce o tollera, nelle forme di responsabilità che riconosce o rimuove. La teoria del giusto livello, si inserisce così nel solco delle opere che rifiutano una visione neutrale dell'economia, per riportarla dentro un orizzonte umano, etico e collettivo.
Il Premio Mattarella riconosce proprio questa capacità di connettere analisi teorica e interrogazione civile, restituendo all'economia una dimensione che non riguarda soltanto i numeri, ma le persone, le comunità e le conseguenze concrete delle decisioni.
Il volume si distingue per l'impianto saggistico e per l'attenzione ai fondamenti concettuali dei sistemi economici, ponendo al centro il tema della responsabilità: di chi decide, di chi governa i processi, di chi partecipa — direttamente o indirettamente — alle dinamiche che modellano la vita sociale.
Il riconoscimento conferma l'attualità di un lavoro che si colloca pienamente nel dibattito sul rapporto tra economia, etica e giustizia, in un momento storico in cui le questioni legate alla distribuzione delle risorse, al lavoro, alle disuguaglianze e alla sostenibilità richiedono strumenti di lettura sempre più profondi.
La teoria del giusto livello è pubblicato dal Gruppo Editoriale WritersEditor.

La cerimonia di conferimento del Premio si è tenuta a Roma nel mese di dicembre, in un contesto istituzionale dedicato al tema del senso del dovere, ed è stata inserita in un'edizione del premio interamente orientata alla riflessione civile e alla responsabilità individuale.
A seguito di questo riconoscimento, gli autori hanno voluto soffermarsi non tanto sul risultato in sé, quanto sul percorso che ha condotto alla nascita del saggio e sul nucleo profondo da cui il lavoro ha preso forma.
Hanno raccontato come, al termine della stesura, sia emersa con chiarezza la percezione che il libro non fosse soltanto un insieme di analisi, ma il frutto di un cambiamento di sguardo. Il "giusto livello", inizialmente concepito come categoria teorica, si è progressivamente trasformato in una chiave di lettura della realtà: un modo diverso di osservare le persone, i sistemi, le dinamiche sociali e persino sé stessi.
Da quel momento, spiegano, ogni dato ha iniziato a rimandare a una presenza concreta, ogni numero a una storia possibile. L'attenzione si è spostata verso chi resta ai margini non solo delle statistiche, ma anche del discorso pubblico: persone che non fanno rumore, che non entrano nei grafici, che spesso non hanno nemmeno la forza di rivendicare.
È in questo passaggio che, secondo gli autori, si è resa evidente una delle grandi fratture dell'economia contemporanea: una disciplina che parla di moltitudini, ma raramente riesce a parlare alle vite.
Il concetto di "giusto livello" nasce allora come esercizio di misura, prima ancora che come proposta teorica. Non come sottrazione, ma come ricerca di un equilibrio: una domanda su quanto sia realmente necessario perché una persona non venga cancellata, non venga ridotta a funzione, non venga lasciata fuori dal campo visivo del sistema.
