La scomparsa di Rocco Commisso: quando l’impresa incontra l’identità

17.01.2026

La morte di Rocco Commisso non riguarda soltanto il mondo del calcio. Riguarda una storia più ampia, che attraversa emigrazione, impresa, appartenenza e ritorno simbolico alle proprie origini. Con la sua scomparsa si chiude un percorso umano e professionale che ha tenuto insieme due mondi – l'Italia e gli Stati Uniti – e due linguaggi solo in apparenza lontani: quello dell'economia e quello dello sport come spazio collettivo.

Dalla Calabria all'America: una biografia che precede il calcio

Nato in Calabria ed emigrato giovanissimo negli Stati Uniti, Commisso ha costruito oltreoceano un percorso imprenditoriale che lo ha portato a diventare uno dei principali protagonisti del settore delle telecomunicazioni. Per decenni il suo nome è stato legato più ai consigli di amministrazione che agli stadi.

Quella biografia, però, è sempre rimasta centrale: la storia di chi parte, si struttura altrove e porta con sé un rapporto mai risolto con le proprie origini. È dentro questo percorso che va letta, prima ancora che sportivamente, la scelta di entrare nel calcio italiano.

L'arrivo a Firenze come gesto simbolico

Quando nel 2019 acquisisce la Fiorentina, Commisso non entra soltanto in una società sportiva. Entra in un patrimonio identitario: una città, una tifoseria, una memoria collettiva. Il suo approdo a Firenze viene percepito subito come qualcosa che va oltre il cambio di proprietà.

Non è solo investimento. È anche ritorno simbolico. È il tentativo di trasformare un successo costruito altrove in un progetto radicato, visibile, condiviso. In questo senso, la Fiorentina diventa il luogo in cui biografia personale, impresa e dimensione pubblica si sovrappongono.

Tra visione manageriale e dimensione umana

Durante la sua presidenza, Commisso ha incarnato un modello preciso: un'idea di calcio come struttura, ma anche come relazione. Da un lato, organizzazione, infrastrutture, pianificazione; dall'altro, un coinvolgimento diretto, spesso emotivo, che lo ha reso una figura fortemente riconoscibile.

Al di là dei risultati sportivi, ciò che ha segnato il suo percorso è stato il tentativo di tenere insieme impresa e appartenenza, governance e comunità, numeri e racconto. Un equilibrio complesso, non sempre lineare, ma coerente con la sua storia personale.

Un'eredità che va oltre lo sport

La sua scomparsa oggi viene avvertita come la fine di una stagione. Non solo per una società, ma per un modo di abitare luoghi simbolici come il calcio: non semplicemente come asset, ma come spazi culturali, emotivi, identitari.

Rileggere la figura di Rocco Commisso significa interrogarsi su che tipo di imprenditoria entra oggi nei luoghi della cultura popolare, su come il successo individuale si trasformi in progetto collettivo, su quale responsabilità accompagni chi decide di investire non solo in un'azienda, ma in una comunità.

Conclusione

La storia di Commisso resta una storia di attraversamenti: geografici, sociali, simbolici. Dalla Calabria all'America, dall'impresa al calcio, dal privato al pubblico. La sua morte chiude un percorso, ma lascia aperta una domanda più ampia su cosa significhi oggi unire visione economica, identità e costruzione di senso.